sabato 21 gennaio 2012

COME SI COSTRUISCE E SI SCRIVE UN ARTICOLO DI GIORNALE

Presentazione
L’articolo di giornale ha come scopo principale quello di informare il grande pubblico, attraverso una grande varietà di tematiche, di funzioni e scopi comunicativi, di linguaggi e di stili. Basta sfogliare le pagine di un quotidiano per rendersi conto della diversità sia della struttura degli articoli, sia del punto di vista del giornalista, sia dello scopo dell’informazione.
E poi bisogna distinguere tra articoli di cronaca, articoli di fondo, interviste, inchieste, notizie, commenti, ecc.
Infine, il tipo di informazione che gli articoli forniscono varia all’infinito, perché può spaziare dall’ambito politico a quello sociale ed economico, dall’ambito culturale a quello scientifico, ecc.
 
Caratteristiche dell’articolo richiesto alla prova d’esame
a)      Argomento
La prova scolastica d’esame, prevede la trattazione di argomenti di ampia rilevanza sociale e     culturale, inoltre deve tenere ben presenti i dati forniti dal ministero.
b)   Tipo di articolo
Tali circostanze fanno sì che l’articolo che viene richiesto agli esami non corrisponda a qualsiasi tipo di scrittura giornalistica, ma di una in particolare, più o meno corrispondente all’articolo di fondo, ovvero all’articolo di opinione, o di riflessione.
c)    Destinatario
Il carattere di prova scolastica delimita anche il cerchio del destinatario. A meno che l’individuazione del destinatario non rientri nelle consegne della stessa prova, i candidati possono generalmente supporre un “virtuale” destinatario medio-colto, non completamente al corrente della problematica chiamata in causa, un destinatario dunque che occorre prima informare e poi semmai comunicargli, attraverso un commento, il punto di vista sostenuto.
Ne consegue la necessità di una scrittura completa nelle informazioni, e razionale nelle argomentazioni.
d)    Collocazione
La circostanza della prova scolastica può farci presupporre con una certa esattezza la collocazione dell’articolo, cioè la sua posizione all’interno di una possibile testata giornalistica, posizione che come è risaputo, ha delle conseguenze sul contenuto e sulle caratteristiche dell’articolo.
Gli argomenti di carattere sociale e/o culturale o scientifici previsti dall’esame di stato, nonché le particolari finalità valutative della prova (conoscenze, competenze, capacità) possono infatti farci individuare una posizione che oscilla tra l’editoriale(articolo di apertura di un giornale, con funzione di riflessione su un argomento di particolare rilievo nell’attualità), l’articolo di commentol’articolo di terza pagina (è la pagina culturale e letteraria), in ogni caso posizioni riservate a eventi di larga incidenza storica e contemporanea.
 Poiché l’argomento può non essere collegato direttamente e immediatamente con l’attualità, e poiché la trattazione in forma di articolo giornalistico si giustifica solo sulla base di una sua “attualità”, è necessario trovare in tali casi un riferimento (immaginario o abbastanza realistico) a circostanze vicine nel tempo (una ricorrenza, una scoperta, una mostra, un congresso e simili) che rendano verosimile la trattazione giornalistica di quell’argomento per rivolgersi a un pubblico di lettori contemporanei.
 
Scopo dell’articolo e differenze col saggio breve
Come tutti ben sappiamo gli articoli giornalistici hanno lo scopo di informare, per raggiungere tale obiettivo devono necessariamente contenere informazioni e argomentazioni.
Ciò lo distingue dal saggio breve:
-         Nel saggio breve le informazioni sono date nella stretta misura utile a condurre l’argomentazione.
-         Nell’articolo, invece, le informazioni hanno un valore in quanto tali, e perciò devono essere date in misura più completa e in forma meno parziale.
-         Nel saggio breve la dimostrazione delle tesi deve essere condotta in maniera evidente e stringente.
-         Nell’articolo, invece, non è strettamente necessario esporre con evidenza una tesi e condurre una rigorosa argomentazione logica a favore. Chi scrive, infatti, si può solo limitare a esporre il proprio orientamento, o può portare addirittura il discorso su strade diverse dalla dimostrazione di una personale tesi, quali per esempio un commento sulla portata e sull'incidenza di un certo fenomeno o evento, una registrazione di opinioni altrui o delle opinioni prevalenti, una apertura alle possibili alternative interpretative, o ancora una apertura alle possibili soluzioni di una problematica.
Chiaramente molto dipende dalla fattispecie degli argomenti forniti dal ministero, alcuni dei quali si prestano meglio alla forma più rigorosamente argomentativa del saggio breve, altri invece alle più libere vie interpretative, o espositive, o riflessive che è possibile dare all’articolo di giornale.
 
Come si collocano in un articolo le informazioni, le tesi e la opinioni 
Nell’articolo di giornale è necessario separare sempre con sufficiente nettezza le informazioni dalle eventuali argomentazioni a favore di una o più tesi.
Questo perché lo scopo dell’articolo è quello di informare, e perciò è bene che la parte informativa assuma una propria rilevanza, sia per qualità, obiettività e per completezza, e non tenda ad essere limitata ad accenni funzionali alle successive argomentazioni.
La parte informativa in un articolo deve essere, dunque, la più importante.
Essa può assumere di volta in volta, e secondo gli argomenti, un andamento:
a)      narrativo (cronaca degli eventi relativi all’argomento) e in tal caso può essere ordinatamente svolta secondo una successione cronologica o causa-effettuale di sequenze.
b)      Analitico- descrittivo (ragguaglio sui particolari di circostanze, soggetti od oggetti relativi all’argomento: è il caso, per esempio di un testo letterario).
c)      Espositivo (esposizione di nozioni e concetti obiettivi relativi all’argomento in causa: è il caso, per esempio del ragguaglio sulle teorie politiche che caratterizzano una determinata circostanza storica).
Specie se la parte informativa assume un andamento cronachistico, è utile riferirsi, in particolare nelle informazioni di apertura dell’articolo, alle oramai celebre regola delle cinque “W” in voga nel giornalismo anglosassone secondo la quale un buon articolo deve rispondere alle seguenti cinque domande:
WHO?        =   Chi? (di ci si parla?)
WHERE?    =   Dove? (dove è avvenuto il fatto?)
WHEN?      =    Quando? (in quale tempo è avvenuto il fatto?)
WHAT?      =    Che cosa? (di quale evento si parla?)
WHY?        =     Perché? (quali sono le cause e gli scopi dell’evento?)
La presentazione nella parte iniziale dell’articolo di informazioni precise e complete permette di catturare l’attenzione del lettore e di fargli cogliere gli elementi di maggiore rilievo.
Nella parte informativa il linguaggio deve essere semplice, chiaro, conciso, incisivo, facilmente comprensibile e contenere:
a)      ove possibile, frasi nominali (per es. “evasione-beffa dal centro accoglienza”; “A centinaia di metri di profondità frammenti dell’Antartide tropicale”).
b)      Uso della paratassi, cioè frasi brevi, lineari, prive di subordinate, che utilizzano preferibilmente il modo indicativo (“poche ore prima della manifestazione contro il crimine e i clandestini, la beffa: ieri notte quattro persone sono scappate dal Centro di espulsione di via Corelli, alla periferia di Milano”).
c)      Uso di termini concreti e comprensibili a un largo pubblico e spiegazione di eventuali termini stranieri o di difficile comprensione.
Per quanto riguarda la parte argomentativa, valgono tutte le indicazioni date per il saggio breve comprese quelle relative alla coesione e all’uso dei connettivi, tenendo presente però che nell’articolo è necessario essere incisivi ed essenziali, quindi le argomentazioni o i commenti devono essere più brevi di quelle presenti nel saggio. Dove possibile è opportuno anche inserire domande o esclamazioni, perché aiutano a mantenere viva l’attenzione del lettore e a coinvolgerlo emotivamente. Per rafforzare la presentazione di un concetto, in alcuni casi, si può usare la tecnica della ripetizione.
 
Il titolo
Il titolo di un articolo è molto importante perché ha la funzione sia di attirare l’attenzione dei lettori, sia di dare loro una chiave di lettura dell’articolo stesso.
Al titolo potrebbe rivelarsi opportuno aggiungere un sottotitolo, contenente ulteriori informazioni riguardanti l’argomento trattato, o un sommario, contenente una sintesi del contenuto fondamentale dell’articolo. Eventualmente è possibile aggiungere anche un occhiello, cioè una breve informazione su un concetto chiave dell’articolo. L’occhiello va posizionato sopra il titolo.
Nell’articolo relativo alla prova d’esame è opportuno escludere il catenaccio, cioè l’ulteriore informazione posizionata dopo il sottotitolo. Esempio:
UN CORTEO PACIFICO, CON SLOGAN PIENI DI RABBIA
“Spazziamo via i clandestini”
Centomila i partecipanti secondo gli organizzatori,
trentamila per la polizia
 
Il titolo e il sottotitolo riportati richiamano l’attenzione sul dibattuto problema del soggiorno in Italia degli immigrati extracomunitari e orientano già il lettore verso un punto di vista che non è soltanto quello della pura informazione.
 
Struttura dell’articolo
La struttura base di un articolo può essere così riassunta:
a)      Introduzione
Contenente l’attacco, detto comunemente lead (in inglese = guida), che ha la funzione di apertura e mira a catturare l’attenzione del lettore.
Nell’attacco, di lunghezza variabile, è già contenuta in sintesi tutta la notizia. L’esposizione nel lead è molto rapida e sintetica.
b)      Parte centrale (suddivisa in due momenti):
1°) Contenente la presentazione della notizia, che viene completata con tutte le informazioni                  necessarie, che si ricavano dalla regola delle cinque W. Il linguaggio usato deve essere agile, preciso e accattivante, per riuscire così a catturare l’attenzione del lettore.
2°) Contenente il blocco, cioè la parte dove la notizia viene commentata, vengono esposte le eventuali tesi e argomentazioni, vengono riportati, eventualmente anche, pareri di esperi.
Il linguaggio usato deve essere chiaro, e soprattutto convincente.
c)    Conclusione
Contenente una breve chiusa cioè una considerazione che concluda l’argomento.
Il linguaggio usato deve essere essenziale e asciutto perché contiene il succo del discorso.

Esempio di costruzione, strutturazione e stesura di un articolo di giornale 
 
N.b. esempio basato sulla prova di maturità dell’A.S.1999 ambito tecnico scientifico
Argomento: progresso scientifico-tecnologico e risorse del Pianeta: una sfida per il prossimo millennio. (documenti non riportati)
 
Consegna:
sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Dà un titolo alla tua trattazione.
Se scegli la forma del “saggio breve”, indica la destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se scegli la forma “dell’articolo di giornale”, indica il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.
Lo svolgimento dei punti a, b, c è uguale a quello del saggio breve.
Sviluppo punto d
Nella ricerca dei dati e delle informazioni personali che possono servire per l’articolo bisogna inserire elementi ricavati dall’attualità perché ,come sappiamo, l’articolo si giustifica solo sulla base di una sua “attualità”. Conseguentemente è necessario trovare un riferimento reale e attuale o immaginario, ma realistico che renda verosimile la trattazione giornalistica dell’argomento.
Nel caso specifico dei testi relativi al progresso scientifico-tecnologico e risorse del pianeta: una sfida per il prossimo millennio, si può prendere in considerazione l’inquinamento da cianuro del Danubio e di molti suoi affluenti.
Sviluppo punto e 
L’articolo cercherà, prendendo spunto dall’attualità recente, di fare riflettere il lettore sui problemi del consumo energetico e dell’inquinamento ambientale.
Sviluppo punto f
L’articolo si rivolge a un lettore abituale di quotidiani e cercherà di attirare la sua attenzione sul grave problema dello sfruttamento indiscriminato delle risorse energetiche e sui rischi ambientali che esso comporta. L’articolo avrà la caratteristica del commento a un articolo di cronaca che riporta informazioni relative al disastro ecologico avvenuto in Romania e potrà essere inserito nella prima o seconda pagina del Corriere della sera.
Sviluppo punto g
Sono solo gli altri a consumare energia ed ad inquinare?
Esame di coscienza sulle nostre responsabilità di consumatori e di inquinatori
Sviluppo punto h
Scaletta:
Introduzione
L’inquinamento da cianuro del Danubio rischia di fare restare senza acqua 20 milioni di persone.
Questo nuovo disastro ecologico è stato paragonato a quello di Cernobil per gravità ed estensione.
Noi tutti stiamo sottovalutando la reale dipendenza al mondo naturale se non diventiamo più attenti e responsabili presto subiremo pesanti conseguenze.
Parte centrale
1°) Parte informativa.
-         I protagonisti di questo articolo da una parte, siamo noi uomini occidentali, progrediti ed evoluti, grandi consumatori e grandi inquinatori, dall’altra sono le popolazioni del terzo e del quarto mondo che vivono miseramente e senza risorse.
-         Inserire esempi relativi agli squilibri energetici e a quelli ambientali.
      2°) Parte riflessivo - argomentativa
-         Perché ci troviamo in questa situazione? Perché noi occidentali abbiamo solamente pensato al                nostro benessere senza tenere conto delle conseguenze sulle altre popolazioni e sull’ambiente.
-         Riflessione su una frase riportata su un murales di Orgosolo.
-         Dobbiamo diventare più attenti come cittadini e come consumatori.
-         Come cittadini dobbiamo pretendere dallo Stato leggi che regolarizzino in modo più attento   l’economia e salvaguardino l’ambiente.
-         Come consumatori dobbiamo cambiare le nostre abitudini e cominciare a cambiare i nostri comportamenti.
 Conclusione              
 Ripresa del concetto di esame di coscienza.
 
Sviluppo punto l
Svolgimento
Introduzione
Ci risiamo! Si è verificato un gravissimo incidente che ha determinato l’inquinamento da cianuro del Danubio e che oltre ad aver provocato la morte di tutti i pesci presenti nelle acque rischia di inquinare, per un periodo molto lungo, le falde acquifere in una zona dove vivono ben 20 milioni di persone.
Questo nuovo disastro ecologico è stato paragonato a quello di Cernobil per gravità ed estensione.
Perché sono successi questi ed altri disastri?
Perché noi tutti stiamo sottovalutando la reale dipendenza al mondo naturale. Conseguentemente se non diventiamo più attenti e responsabili presto subiremo altri disastri economici ed ecologici con pesanti conseguenze.
Parte centrale
Sviluppo parte informativa
I protagonisti di questa non piacevole situazione, da una parte, siamo noi uomini occidentali progrediti ed evoluti che nel corso del secolo XX abbiamo fatto progressi incredibili nel campo medico, tecnologico, scientifico, delle telecomunicazioni riuscendo a sconfiggere malattie che avevano flagellato l’umanità, a migliorare la qualità del lavoro, ad andare sulla luna ad abolire le distanze grazie alle comunicazioni in tempo reale. Questo ci ha portato a credere che le fonti di energia, che noi abbiamo imparato ad utilizzare, siano nostre e siano inesauribili, ci ha portato a credere che il progresso debba continuare in modo lineare e continuo anche a prezzo dell’inquinamento.
Dall’altra parte ci sono gli altri protagonisti, i popoli del terzo e quarto mondo che stanno pagando con il sottosviluppo e in molti casi con la miseria assoluta lanostra ricchezza, il nostro progresso e il nostro consumismo.
Ecco alcuni dati che non hanno bisogno di commenti:
Nel 1900 l’uso mondiale di energia equivaleva a 911 milioni di tonnellate di petrolio. Nel 1997 l’uso mondiale di energia è passato a 9647 milioni di tonnellate di petrolio.
Questa energia è utilizzata per il 58% da 1/5 della popolazione mondiale, quella ricca, il restante 48% è utilizzato da quella povera, che costituisce la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Tra questi però, i più poveri, che rappresentano 1/5, usano solamente il 4% delle fonti di energia, in particolare le meno pregiate come la legna, i rifiuti vegetali e organici in genere.
La nostra sete di progresso e di benessere però, non si è fermata allo sfruttamento delle popolazioni meno progredite ma ci ha portato allosfruttamento indiscriminato delle risorse naturali del pianeta. Sfruttamentoche in più occasioni ha rotto l’equilibrio ecologico della natura a causa delle emissioni nell’aria, nell’acqua e nel terreno di gas e sostanze dannose prodotte da fabbriche, automobili, industrie chimiche, impianti di riscaldamento, onde elettromagnetiche e acustiche, ecc.
Sviluppo parte riflessiva e argomentativa
Perché ci troviamo in questa situazione?
Perché noi occidentali abbiamo solamente pensato al benessere senza tenere conto delle conseguenze sulle altre popolazioni e sull’ambiente.
Mi viene in mente una frase che ho letto su un murales a Orgosolo: “solo quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”.
Noi stiamo vicini a scoprire che il denaro non è commestibile!!!
Dobbiamo diventare cittadini e consumatori più attenti e responsabili.
Come cittadini dobbiamo pretendere dallo Stato e dagli organismi internazionali delle leggi che controllino con più attenzione l’evoluzione della scienza, indirizzandola verso atteggiamenti più critici e rispettosi dell’equilibrio ecologico, e politiche economiche basate sul principio della sostenibilità.
Come consumatori dobbiamo cambiare le nostre abitudini e cominciare a pensare che l’energia elettrica deve essere usata con attenzione, perché è prodotta con fonti esauribili. Dobbiamo ridurre il consumo di acqua, perché è un bene prezioso e le falde acquifere non sono inesauribili. Dobbiamo imparare ad usare la macchina con più parsimonia e attenzione, perché l’immissione dei gas di scarico avvelena l’aria e il petrolio che le alimenta è presente sulla terra in quantità limitata. Dobbiamo imparare a ridurre l’uso della carta, perché si ricava dagli alberi. Dobbiamo imparare a smaltire i rifiuti in modo intelligente dividendoli per favorirne il riciclaggio. Dobbiamo imparare a pensare che tutto quello che ora abbiamo in termini di comodità di sicurezza di benesseredobbiamo lasciarlo alle generazioni future.
Conclusione
Il nostro esame di coscienza sarà lungo e laborioso, ma necessario, perché solamente prendendo coscienza di quello che tutti possiamo e dobbiamofare riusciremo a dare qualche speranza di miglioramento a chi manca del necessario per vivere dignitosamente e alle generazioni future.
NB: Fatemi sapere se trovate chiare e utili le mie lezioni!

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